Itinerario storico-artistico

La costruzione dell’attuale edificio risale al XV secolo tra gli anni 1435 – 1450.

Oggi l’interno della Chiesa pare ben conservato ed assai accogliente, anche se la sua grazia non è disgiunta da un senso di semplicità e povertà che pare voglia rispecchiare le caratteristiche principali della vita di colui al quale la Chiesa è dedicata. L’edificio è costituito di unica navata a pianta rettangolare della lunghezza di metri 15 e della larghezza di metri 7. Ha il soffitto a volta a botte, decorato con ghirlande di fiori e balaustrate sotto le quali si aprono lunette movimentate da gruppi di putti.

 Il pavimento è estremamente semplice con fattura alla veneziana.

In cima, sopraelevato di due gradini di ardesia si trova il presbiterio nella zona absidale di metri 5,50 di lunghezza e metri 4,80 di larghezza.

Il presbiterio è pavimentato da piastre quadrate di marmo bianco e nero tipico dell’architettura genovese.

 Nel presbiterio è posta la mensa eucaristica in marmo bianco che poggia su due piedistalli di dietro e due colonnine marmoree sul davanti.

Sul fondo si eleva l’altare maggiore che reca sotto il piano un bassorilievo marmoreo raffigurante un calice e sopra il piano di marmo il tabernacolo la cui porta di legno reca  un bassorilievo di metallo brunito a forma di fiore stilizzato che porta al centro l’ostia con l’iscrizione JHS (Jesus Christus Salvator), che è al centro di un sole che manda i suoi raggi in tutte le direzioni. In alto, a destra e a sinistra tre spighe di grano. Lo stelo del fiore poggia sulla terra dove tre uccelli beccano il nutrimento per sfamarsi. Sul lato sinistro del presbiterio c’è l’accesso alla sacrestia e sul lato destro alla Cappella di S. Alberto Il presbiterio è decorato da quattro tavole lignee, attualmente conservate nel museo diocesano, per cui le raffigurazioni in chiesa sono delle riproduzioni fotografiche. Al centro dell’abside a metri 2,60 di altezza si trova la nicchia dove è posta la statua lignea policroma di Sant’Alberto benedicente che tiene in mano il tradizionale bastone.

 

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L’itinerario storico-artistico-architettonico inizia, come quello pastorale, dall’ingresso in fondo della Chiesa a sinistra e segue l’andamento orario.

Sul lato sinistro è riportato un affresco  di mt. 1,80 di larghezza e mt. 2,00 di altezza contornato da una cornice muraria, che rappresenta un episodio della vita di sant’Alberto che naviga sul mantello dirigendosi verso l’abbazia di sant’Andrea per recarsi puntuale alla preghiera. 

Questo è il primo altare laterale dedicato a S. Gottardo su cui campeggia un dipinto ad olio raffigurante il Santo con le insegne episcopali. 

S. Gottardo nacque nel 960 nella Diocesi di Passavia nell’attuale Germania dopo gli studi e numerosi viaggi  fu ordinato sacerdote nel 993 quindi si fece monaco benedettino e fu eletto abate del monastero di Niederaltaich. Nel 1022 fu eletto vescovo di Hidelsheim dove si prodigò per il bene di tutto il popolo di Dio. Mori il 5 maggio 1038. Fu canonizzato da papa Innocenzo II nel 1131. (Fonte Bibliotheca Sanctorum vol. VII col.134-138.

Un altro affresco rappresenta S. Albero che intercede a favore di un servo (forse colpevole di qualche mancanza), che è raffigurato con moglie e figli, in atto supplichevole presso l’Abate

Dopo l’affresco si trova una nicchia in cui è posta una statua di cartapesta raffigurante San Michele Arcangelo che con la lancia schiaccia la testa del serpente malefico.

Preghiera a S. Michele Arcangelo

San Michele arcangelo,

protettore del popolo di Israele e del nuovo Israele che è la Chiesa, io invoco la tua potente intercessione al fine di contrastare vittoriosamente ogni tentazione del male e sconfiggere con l’aiuto della Parola di Dio e della preghiera ogni insidia del nemico.

Tu che hai ricevuto da Dio la missione di combattere contro il principe delle tenebre perché fosse definitivamente escluso dal cielo, vieni in soccorso di quanti giacciono sotto l’oppressione del Maligno, a causa del peccato consapevole, di legami occulti generazionali, di pratiche medianiche o magiche, di malefici o maledizioni ricevute affinché, fortificati dalla grazia dello Spirito Santo e sostenuti dalla preghiera di intercessione della Chiesa, siano in grado di rinunciare totalmente al male e consegnare completamente la loro vita a Cristo Signore, in un paziente cammino di profonda conversione, in modo da sperimentare la potenza della liberazione della signoria di Cristo nella loro vita.

 Animato da questa fede e sostenuto dal tuo aiuto, io riconosco di appartenere pienamente a Dio, mio creatore e redentore, in virtù del dono del Battesimo; per questo desidero rinnovare incessantemente la grazia battesimale attraverso la partecipazione abituale ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia e di essere in tal modo membro vivo del corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, animato dalla presenza dello Spirito Santo.

 In tale stato di grazia sono consapevole che il male non ha più potere su di me, ma con l’autorità di Cristo, presente in me, e l’aiuto della tua intercessione, posso tenerlo lontano dalla mia vita.

Voglio unirmi, o S. Michele, in comunione con tutta la Chiesa, alla lode eterna che nel consesso degli angeli e dei santi sale a Dio onnipotente salvatore degli uomini e liberatore dal male. Amen.

 

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➡︎ Preghiera-S.MicheleArcangelo

L’altare del crocifisso avanti a sinistra, è sovrastato da una pregevole scultura policroma di legno raffigurante il Cristo crocifisso. I tre canti della croce riportano motivi decorativi in foglia d’argento come pure la scritta INRI sopra il capo del crocifisso.

Il piano dell’altare è ricoperto da una tovaglia bianca che reca dul davanti la scritta in caratteri gotici. IO SONO MISERICORDIA.

Sull’inginocchiatoio posto davanti all’altare sono poste alcune immagini che riportano la foto del crocifisso e la seguente preghiera.

 

A Gesù crocifisso

Popolo mio guarda il mio petto squarciato

IO SONO MISERICORDIA

Guarda le mie mani e i miei piedi inchiodati

IO SONO MISERICORDIA

Guarda il mio capo trafitto di spine 

IO SONO MISERICORDIA

Guarda il mio sangue versato

IO SONO MISERICORDIA

Per le mie piaghe tu sei stato guarito

IO SONO MISERICORDIA

Per la mia morte in croce tu sei stato perdonato

IO SONO MISERICORDIA

Apri il tuo cuore al mio amore.

Accetta di portare la tua croce.

Diventa come me misericordia,

e sperimenterai la gloria della mia risurrezione.

 

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➡︎ Preghiera-Gesu-crocifisso

La parete absidale del presbiterio è decorata da 4 tavole dipinte appartenenti presumibilmente ad un polittico databile agli inizi del XVI secolo che aveva in origine dimensioni monumentali e aspetto fastoso.

Si componeva infatti di due ordini, nell’inferiore i santi erano raffigurati a figura intera e nel superiore invece erano raffigurati a tre quarti. È perduta la grande tavola centrale, anch’essa probabilmente divisa in due parti, mentre è conservata la piccola Pietà con i santi Erasmo e Chiara che probabilmente fungeva da cimasa, inserita oggi nel mobile della sacrestia come del resto asseriscono i remondini (Parrocchie dell’arcidiocesi di Genova, Regione XIV, II, pag. 263) ai quali risale la prima menzione del polittico smembrato. 

Non si conosce il nome dell’autore il quale tuttavia si rivela in possesso di una cultura ibrida che rimanda almeno in parte all’aria del Mediterraneo orientale.

Le tavole originali sono conservate nel Museo Diocesano. 

Nel Santuario sono conservate copie fotografiche.

A sinistra la prima tavola rappresenta S. Gabriele e S Girolamo,

successivamente la seconda tavola rappresenta S. Alberto e S. Nicola di Bari.

Sul lato destro dopo la nicchia della statua di S. Alberto benedicente, la terza tavola rappresentante S. Pietro e S. Giovanni evangelista, quindi la quarta tavola rappresentante S. Antonio Abate e l’Annunciata.

 

Nel fondo dell’abside a mt. 2,60 di altezza si trova una nicchia dove è collocata la statua lignea policroma di S. Alberto seduto e benedicente con il tradizionale bastone nella mano sinistra .la tradizione manoscritta non riporta il nome dello scultore ma si dice che sia stata fatta scolpire da Panuzio Sauli nel 1260.

 

Sul lato destro di fronte all’altare del crocifisso si trova l’altare dedicato alla Madonna venerata come regina della pace.

La statua di resina sintetica  porta appeso al braccio destro la corona del Santo rosario,

La tovaglia bianca che copre il piano dell’altare reca nel risvolto un ricamo di delicata fattura con la scritta: REGINA DELLA PACE PREGA PER NOI.

Sulla tovaglia sono a disposizione dei fedeli delle immaginette che riportano l’effige della Madonna e sul retro la seguente preghiera.

Preghiera a Maria Regina della Pace

O Maria Regina della Pace,

Tu che hai generato al mondo il Principe della Pace, Gesù Cristo nostro Signore, ascolta ed esaudisci la preghiera che fiduciosamente la Chiesa ti rivolge.

Fa che gli uomini, ponendosi alla sequela di Gesù, nell’imitazione della tua vita di umiltà e nascondimento, di obbedienza e silenzio, di laboriosità e sacrificio, si impegnino con l’aiuto dello Spirito Santo a compiere la volontà del Padre, edificando un mondo dove regni la giustizia, l’amore e la pace.

Santa Maria, intercedi per noi. 

Amen.

 

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➡︎ A Maria regina della pace

 

A fianco dell’altare dedicato alla Madonna di fronte alla nicchia della statua di S. Michele arcangelo si trova una identica nicchia in cui è situata una statua di gesso policroma raffigurante S. Giuseppe che reca in braccio Gesù bambino.

Sotto un espositore contenente la preghiera a S. Giuseppe a disposizione dei fedeli.

PREGHIERA A  SAN GIUSEPPE 

O San Giuseppe, custode della famiglia di Nazareth e patrono della Chiesa universale, noi ti invochiamo.

Certa è la nostra fede che nel mistero della comunione dei santi tu puoi e vuoi intercedere in nostro favore.

Tu che sei stato l’uomo silenzioso, totalmente compreso del mistero della Parola di Dio, che si era fatta carne nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo,

tu che, nel silenzio di Nazareth, hai visto crescere Gesù e nella fede oscura sei penetrato sempre più profondamente nel piano di salvezza che Dio stava operando attraverso la tua silenziosa collaborazione, 

 intercedi il dono del silenzio interiore ed esteriore

– per saper accogliere il dono della Parola che salva,

– per imparare a contemplare il volto divino di Gesù, 

– per corrispondere con prontezza e generosità alla chiamata di Dio.

Tu che sei stato l’uomo umile e casto posto da Dio accanto alla Santissima Vergine Maria per offrirle il calore di una famiglia povera ma decorosa dove Gesù potesse crescere nella serenità e nella gioia circondato dal tuo affetto e da quello di Maria,

intercedi il dono dell’umiltà e della semplicità di cuore a tutti ed in particolare a coloro che il Signore ha chiamati ad essere sposi e padri nel contesto della famiglia umana;

intercedi il dono della castità a tutti, in particolare ai giovani, affinché imparino a valorizzare la sacralità del loro corpo, tempio dello Spirito Santo, e ad offrirlo a Dio in culto spirituale come sacrificio a lui gradito. 

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Preghiera a San Giuseppe

Nell’affresco è raffigurato S. Alberto in preghiera davanti all’altare, mentre sullo sfondo si intravvede il refettorio del monastero nel quale due angeli sono intenti a preparare la mensa.

L’affresco rimanda ad un episodio della vita di Alberto quando un giorno, immerso in profonda preghiera, trascurò di preparare il pranzo. I monaci avvertirono l’abate che richiamò Alberto il quale li condusse al refettorio dove tutto era tato preparato dagli angeli che avevano svolto le sue mansioni.

A seguire viene l’altare dedicato a S. Caterina da Genova. Caterina Fieschi Adorno nata a Genova nata 1447 morta nel 1510 fu un figura di rilievo nel suo tempo per le sue origini aristocratiche, per una vita di carità eccezionale nel sevizio dei poveri e degli ammalati e per la sua vita contemplativa gratificata da esperienze mistiche ed estatiche. È nota per la redazione del trattato sul purgatorio, frutto delle sue esperienze spirituali.

Preghiera a S. Caterina da Genova

O Santa Caterina da Genova, 

tu che per singolare privilegio, hai avuto la grazia di sperimentare l’infinito amore di Dio nei tuoi               confronti, attraverso la visione delle sofferenze di Cristo sulla croce per la salvezza del mondo, la           seguito di questa esperienza hai orientato la tua vita al servizio di Dio e dei poveri ammalati, vivendo una relazione di piena corrispondenza all’amore di Dio, che ti ha permesso di comprendere il processo di  purificazione a cui l’anima va soggetta nel purgatorio e che tu hai compiuto nel corso della tua vita terrena, noi ti preghiamo. 

Rendici partecipi della grazia di sperimentare anche noi, secondo il beneplacito divino, l’amore che Dio ha per ciascuno dei suoi figli e di orientare la nostra vita ad una corrispondenza  sempre più profonda a questo amore nell’esercizio della carità materiale e spirituale, nel servizio umile e gratuito nei confronti dei poveri e degli ammalati, nell’abbandono di tutto il nostro essere all’azione purificatrice e santificatrice dello Spirito Santo, affinché il Padre sia glorificato, il mondo sia salvato, l’anima nostra sia santificata. Amen. 

 

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➡︎Preghiera a Santa Caterina da Genova 

 

L’itinerario continua con l’ultimo affresco raffigurante S. Alberto nell’atto di comandare al lupo di lasciare il neonato che ha tra le fauci, dietro il santo si vede una volpe che ha preso per il collo una gallina, mentre un’altra sta fuggendo. Raffigurazione che rimanda ad uno dei più celebri miracoli operati dal Santo e tramandati dalla tradizione orale e iconografica.

Sulla cantoria è collocato un organo a canne costruito nel 1809 da Agati Nicomede e Fratelli di Pistoia.

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