Visita alla Cappella di Sant’Alberto-NO

Caro amico,
benvenuto nella Cappella di S. Alberto

La Cappella di S. Alberto è, probabilmente, la struttura più antica del Santuario a lui dedicato. Non si hanno documenti che ne permettano una datazione certa. Presumibilmente è stata edificata precedentemente o contemporaneamente alla chiesa per conservare l’ingresso della grotta dove la tradizione testimonia che S. Alberto abbia soggiornato per molti anni, forse più di venticinque, e dove sia morto l’11 luglio del 1180.

In effetti, entrando, a sinistra, è ben visibile una roccia o scoglio di notevoli proporzioni, che fa da naturale tetto ad un antro. Esso, in realtà, doveva avere originariamente dimensioni molto più ampie. L’edificazione della chiesa ha preservato solo l’ingresso della grotta-rifugio di S. Alberto.

Nella grotta è stata collocata una statua di cemento, di dimensioni quasi naturali, rappresentante S. Alberto in posizione reclinata di riposo, che indossa il tradizionale abito cistercense, nella mano destra il tradizionale bastone e la sinistra poggiata sul petto. Sulla roccia è ben visibile la scritta in latino
SUB HOC OLIM ALPESTRI SCOPULO SANCTUS ALBERTUS SOLITARIUS VIXIT ET OBDORMIVIT IN DOMINO 8 – VII – 1180
che significa
“SOTTO QUESTA ALPESTRE ROCCIA VISSE E SI ADDORMENTÒ NEL SIGNORE S. ALBERTO EREMITA L’8 LUGLIO 1180”.

Sul lato destro è stato collocato un mortaio in marmo, che reca scolpita una dicitura indecifrabile, anticamente adibito a recipiente per l’acqua, dal momento che è stata individuata una canalizzazione in pietra al di sopra del mortaio. Di qui l’acqua doveva poi riversarsi in una piccola cisterna, ricavata sotto l’attuale vano contenente il reliquiario, per poi fuoriuscire e disperdersi nel terreno. Di fronte al Santo Eremita, se vuoi, puoi elevare la tua confidente preghiera.

Nella parte in fondo, verso il muro frontale, è stato ricavato un vano chiuso da una finestrella, dove è custodito un antico reliquiario contenente alcune ossa di S. Alberto. Come era uso nell’alto medioevo, reliquie del Santo sono conservate nella basilica dell’Assunta di Sestri Ponente e nell’abbazia cistercense di Notre Dame de Aiguebelle a Grignant e, presumibilmente, in molte altre chiese.

A sinistra della grotta, un cartello, che fa da coperchio a un piccolo telaio, dove sono collocati i comandi delle illuminazioni, ricorda al pellegrino:
“In questo luogo S. Alberto, monaco eremita, trascorse trent’anni in preghiera, silenzio e penitenza. Chiunque tu sia, che ti trovi a passare di qui, chiedi a Dio, per intercessione di S. Alberto e di Maria Santissima, il dono della preghiera, che è fonte di pace, di gioia e di amore.”

Sul davanti, fra la grotta e l’altare, è stata collocata una struttura per l’ostensione della Parola. Su un basamento di marmo si eleva un tubo di ferro che sorregge un disco di marmo, che ha la funzione di leggio per il libro della Sacra Scrittura. La dicitura, in lettere di bronzo, richiama la presenza di Dio nel mistero della sua Parola:
ECCO LA PAROLA DELLA VITA – VENITE ADORIAMO IL SIGNORE.

 

L’altare, slanciato verso l’alto, è costituito da una predella anteriore, dal piano della mensa, dal tabernacolo, da due colonnine, che delimitano lo spazio ove è collocata una nicchia in travertino, chiusa da una finestra di sicurezza con vetro blindato, che conserva l’Ostensorio con il Santissimo Sacramento. Una struttura di legno, composta da due antine, che si possono aprire e chiudere dall’esterno, nasconde il tutto. Quando la struttura è chiusa, è riportata, sul davanti, l’effigie in rilievo della croce su cui è stato dipinto un crocifisso in stile bizantino. Quando le antine sono aperte, per consentire la vista del Santissimo Sacramento a chi fa adorazione, sul lato interno sono visibili, ai due lati, tre angeli dipinti in atto di adorazione. All’interno si trova una cornice con la scritta:
ECCO IL PANE DELLA VITA – VENITE ADORIAMO IL SIGNORE.

Sulle colonnine poggia un timpano, che reca fregi dorati e, alla sommità, tre volti di putti angelici. La volta del soffitto è costituita da una parte centrale, all’interno di due archi poggianti su finte colonne in marmorino bianco, a quattro vele, intonachino celeste, delimitata da bande in rilievo dipinte in tonalità giallo oro e arancio e dalla parte sinistra a botte, sempre intonachino celeste. Il rivestimento murale è intonachino beige.

Sopra la mensa dell’altare, due gradini sorreggono le colonnine. Al centro il tabernacolo in legno, rivestito in metallo, dorato all’esterno e argentato all’interno. Sul lato esterno è riportato un bassorilievo raffigurante il Calice e l’Ostia. All’interno è applicato un fregio raffigurante il volto di Cristo coronato di spine.

Mentre i laterali della mensa sono in marmo intarsiato, il lato frontale presenta anche fregi marmorei in rilievo di particolare pregio.
Sulla predella, anteriore la mensa, è posta al centro una grossa noce in legno, di circa cm. 90 di altezza e di cm. 60 in larghezza, che reca incisa frontalmente la scritta: ECCO IL SEME DELLA VITA.

Di fatto, la noce, che poggia su un robusto basamento in ferro, rivestito di legno, è apribile sul lato destro e presenta all’interno, sul lato destro, un crocifisso in legno scolpito mentre sul lato sinistro, nella parte concava, è incisa la scritta: CRUX SEMEN VITAE.

Si tratta di una scultura di pregevole fattura di Giuseppe Viada di Cuneo, fortemente simbolica ed evocativa. E’ un ulteriore riferimento a Cristo, considerato come Parola di vita, Pane di vita e Seme di vita. In realtà, come dal seme caduto per terra e morto nasce una nuova vita, da Gesù, morto sulla croce, scaturisce la Redenzione dell’umanità e, quindi, la possibilità della partecipazione da parte dell’uomo alla vita soprannaturale dei figli di Dio, in virtù della sua gloriosa Resurrezione. Questa compresenza del mistero della morte e della vita è plasticamente raffigurata nella scultura. La croce, trattata in modo da apparire tarlata e corrosa, quasi marcita, è un eloquente simbolo della morte mentre il Cristo, pur crocifisso, appare pieno di vita, non appeso alla croce ma pervaso da una spinta verso l’alto ad indicare la vita risorta che spezza i legami della morte. Si tratta, quindi, di una rappresentazione particolarmente significativa del concetto biblico del ‘Seme della vita’ riferito alla persona di Gesù. Di fronte a Gesù, ‘Seme della vita’, se vuoi, puoi elevare la tua preghiera.

Sulla sinistra della noce è posta la rappresentazione di un pozzo delle seguenti dimensioni: 60 cm. in altezza e 32 cm. di diametro, che reca un cartiglio con la citazione di Isaia 12,1 Attingerete acqua alle sorgenti della salvezza. Dentro al pozzo sono posti dei biglietti colorati arrotolati, stretti da un piccolo elastico, recanti il versetto di un Salmo, cui può attingere chi viene ad adorare per alimentare la sua preghiera. A sua discrezione l’orante può consultare, inoltre, l’intero Salmo da cui è tratto il versetto avvalendosi del libro della Sacra Scrittura, posto a sua disposizione su un leggio ai piedi della noce.

Su questo medesimo supporto è posta, a disposizione dei fedeli, una pagellina, che riporta le norme per una corretta Adorazione. Se vuoi conoscerne il contenuto clicca su NORME. Sul lato destro è posto un cartoncino colorato, che invita il fedele: a valorizzare il proprio tempo di preghiera servendosi dei suggerimenti biblici posti nel ‘pozzo della Parola’, a lasciare un’anonima testimonianza, riguardo la propria esperienza di Adorazione, così come un’intenzione offertoriale di preghiera, che verrà presentata al Signore nella Celebrazione Eucaristica di ogni Lunedì pomeriggio.

Sul lato destro della Cappella, sulla parete, nello spazio fra i due finestroni, è posta un’icona della Madonna della Tenerezza di cm. 40 x 33.
La Madonna col Bambino, posta in posizione abbastanza elevata, sembra osservare tutta la Cappella e con la sua maternità spirituale accogliere e sostenere quanti vengono in questo luogo per adorare il suo Figlio Gesù. Se vuoi, puoi elevare la tua preghiera a Maria.

Preghiera a Maria

Sotto, un cartello, in caratteri gotici, ricorda il valore del Silenzio, indispensabile elemento per mantenere un clima di raccoglimento e concentrazione e, soprattutto, per disporre l’animo ad ascoltare ciò che dice il Signore.

Completano l’arredamento della Cappella, su lato destro e su quello di ingresso, due panche, un inginocchiatoio e due sgabelli. Nel vano della porta di ingresso, che comunica con l’interno della chiesa, sono riportate, sul lato sinistro, per esteso, le norme per una corretta Adorazione Eucaristica, che sono anche a disposizione del fedele nella pagellina posta sotto la noce.
Sul lato destro è stato ricavato un vano nel muro dove il fedele può trovare dei lumini, che è invitato ad accendere quando le antine sono aperte per l’adorazione e il Santissimo Sacramento è visibile. I lumini sono da collocare sul candeliere a sette bracci (nello stile della menorà ebraica), che è situato dietro la noce e davanti alla mensa dell’altare.

Sempre sulla parete di ingresso, a sinistra, è posto un espositore dove sono messi a disposizione dei fedeli alcuni sussidi per l’Adorazione Eucaristica.
La Cappella reca, infine, sul lato sinistro prima della grotta, una porta che abitualmente resta chiusa, afferente al presbiterio della chiesa.

La visita è conclusa. Se vuoi, puoi fare una preghiera di ringraziamento al Signore al termine di questo percorso.

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